Su Imprese Edili News un’intervista a Fabrizio Candoni, Presidente e AD di Wegreenit, che racconta la nascita e la crescita esponenziale della nostra realtà.

 

«Siamo sotto i riflettori del mondo delle costruzioni: in molti si chiedono come abbiamo fatto ad arrivare fin qui senza avere una storia trentennale alle spalle, come altre imprese molto più autorevoli di noi. Siamo degli extraterrestri dell’efficientamento energetico!».

Ci racconta la nascita di Wegreenit?

Wegreenit nasce da una cavalcata abbastanza intensa ma appagante. Sono partito elaborando un disegno molto semplice, chiaro e preciso che mirava a intervenire sulla riduzione di consumo energetico.

Ho scelto d’investire sull’energia più green che esista: quella che non si consuma. Come dicevano i nostri nonni, i primi soldi guadagnati sono quelli che non utilizzi!

Per farlo sono salito sul primo treno che passava, quello dell’Ecobonus. Siamo stati infatti tra le prime imprese in Italia a entrare nel complesso modello delle agevolazioni fiscali. Abbiamo rischiato molto salendo su quel treno, e oggi, con 62 milioni di fatturato, direi che abbiamo fatto bene.

In che misura lavorate con l’Ecobonus?

Quando parliamo di Ecobonus, non parliamo di una costruzione classica ma di un modello molto più complesso, fiscale e burocratico. Noi operiamo da general contractor, gestiamo cioè l’intero “pacchetto” di un intervento di efficientamento energetico a 360°, occupandoci della progettazione, dell’investimento finanziario e della costruzione.

Il nostro team tecnico, composto da ingegneri, architetti e project manager, esegue direttamente i sopralluoghi, gli approfondimenti tecnici, le verifiche urbanistiche, edilizie e progettuali e segue e coordina il cantiere in tutto il suo sviluppo.

Diamo poi in subappalto tutta la parte edile e impiantistica, per concentrarci invece sulla parte più critica e complessa da gestire, ossia quella della finanziaria e del project management.

La nostra società ha un cassetto fiscale che gira perfettamente: abbiamo sottoscritto un accordo da 100 milioni di euro di crediti fiscali con la Banca Monte dei Paschi di Siena e sono in via di definizioni ulteriori contratti commerciali, e questo ci ha permesso di lavorare a importanti progetti di riqualificazione energetica. Centinaia di imprese edili non ce l’hanno fatta proprio perché non hanno saputo proteggersi assicurandosi la parte finanziaria, come invece abbiamo fatto noi. Le costruzioni senza finanza non vanno lontano.

Quali sono i progetti su cui state lavorando?

Abbiamo oltre 40 condomini in lavorazione e ci stiamo specializzando nei “Supercondomini”. Parliamo cioè di complessi immobiliari di 500 – 1000 unità abitative, non certo una passeggiata dal punto di vista della gestione. In questo ambito, stiamo lavorando a tre importanti progetti.

Sono da poco partiti i lavori di efficientamento energetico del Supercondominio in via Mar Nero – Nikolajevka, nel quartiere Baggio di Milano. Un intervento da 40 milioni di euro che coinvolge 18 palazzine e 550 appartamenti. A breve partiremo con le 20 palazzine e i 1000 appartamenti del Quartiere Satellite di Pioltello, comune della cintura est di Milano, che ha alle spalle importanti problemi sociali e di sicurezza. A settembre invece inizierà un intervento ancora più grosso, da 89 milioni di euro, nel quartiere Lungofoglia di Pesaro.

Un grande risultato per un’azienda nata da così poco tempo. Com’è stato possibile secondo lei?

Ho una squadra di circa 70 persone in cui credo molto e che crescerà ancora nei prossimi mesi, e ho due forti spalle, rappresentate da Filippo Loiodice, direttore tecnico, e Augusto Schieppati, che gestisce le relazioni istituzionali.

Abbiamo delle partnership molto forti con aziende del settore, come Kerakoll, con cui condividiamo un importante Dna ambientale e un’etica nei fatti. E fornitori che ci hanno garantito e continuato a garantirci, anche in questi tempi d’incertezza, materiale in modo preciso e puntuale.

Abbiamo saputo distinguerci dagli altri per tanti motivi, e tra questi c’è sicuramente il fatto che abbiamo sempre pagato tutti in maniera regolare. Non è scontato nel mondo delle costruzioni.

E dopo l’Ecobonus? Cosa succederà?

I numeri dicono che nel 2021 siamo cresciuti del +172%.  Pensiamo che nel 2022 triplicheremo ancora il fatturato, superando i 200 milioni. Siamo stati molto bravi ad interpretare l’Ecobonus perché eravamo totalmente allineati con quel modello di business.

La vera sfida per noi sarà continuare a crescere esponenzialmente anche negli anni successivi. Non siamo dei semplici “costruttori”, siamo prima di tutto degli “efficientatori”, e lo saremo anche dopo Ecobonus. Siamo infatti strutturati su 3 modelli di business: residentialindustrial e hotel. Tutti e tre ruotano attorto a un unico core business, il building.

Che si tratti di appartamenti, uffici, aziende, scuole, hotel… passiamo la maggior parte della vita in edifici, che in Europa sono responsabili del ben 40% dell’energia consumata. Investire sul building rappresenta sempre di più una necessità, e non più una scelta. Ed è lì che interveniamo e continueremo a intervenire noi.

Quando parliamo di residential parliamo di tutte le attività di efficienza energetica connesse ai condomini. Lato industrial, abbiamo dato vita a Green Desk, uno sportello che offre soluzioni integrate di efficienza energetica per le Pmi, che ha già riscosso grande riscontro da parte di aziende energivore che con l’aumento dei costi rischiano conti in perdita.

Il vantaggio competitivo di questa operazione, in ambito industriale, è innanzitutto avere un unico interlocutore, perché in qualità di ESCo (Energy Service Company) certificata forniamo tutte le figure professionali necessarie, oltre al general contractor con la finanza.

Per quanto riguarda il ramo legato agli hotel, sono in arrivo importanti progetti di riqualificazione che partiranno nei prossimi mesi. Al di là del bonus alberghi, incentivo durato pochissimo, gli albergatori hanno compreso che fare efficientamento energetico può visibilmente migliorare il comfort e il valore della struttura oltre che aumentare la soddisfazione dei clienti.

Un investimento che coniuga sostenibilità ambientale, qualità dei servizi, estetica e risparmio economico, destinato a dare i suoi frutti tanto nel breve, quanto nel lungo periodo.

Manca poco e finalmente potremo parlarne. Non vediamo l’ora di dare vita ai nuovi progetti che abbiamo in cantiere.

Intervista completa su Imprese Edili, a cura di Marco Caserio.